IL GRADO DI APPELLO

Contro le sentenze pronunciate dal Tribunale la parte soccombente può proporre appello, depositando ricorso nella cancelleria della Corte d'Appello competente, nel termine di 30 giorni se la sentenza le è stata notificata, o in caso contrario entro sei mesi dalla pubblicazione.

Il ricorso deve contenere le stesse indicazioni previste per la proposizione della domanda in primo grado, nonché la specifica indicazione dei motivi dell'impugnazione. Il Presidente della Corte nomina il consigliere relatore e fissa con decreto l'udienza di discussione, dandone quindi comunicazione all'appellante. Ricorso e decreto vanno notificati alla controparte.

Tra la notifica e l'udienza devono intercorrere termini non inferiori a 25 giorni.

L'appellato deve costituirsi almeno 10 giorno prima dell'udienza. In grado d'appello non è ammesso il mutamento della domanda, né l'introduzione di domande nuove o nuove eccezioni. Non sono ammessi neppure nuovi mezzi di prova, salvo che il Collegio li ritenga indispensabili ai fini del decidere.

Nell'udienza di discussione, il giudice relatore riassume i termini della controversia, le parti discutono oralmente la causa, e infine il Collegio decide, dando lettura del dispositivo. Le pronunce in grado d'appello possono essere impugnate con ricorso per cassazione secondo i principi generali in tema di impugnazioni.

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