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DIMISSIONI nei CASI PARTICOLARI: matrimonio e primo anno bambino

Al fine precipuo di garantire che le dimissioni non siano state provocate da eventuali pressioni del datore di lavoro sono previste e dettate specifiche regole in caso di:

MATRIMONIO

Se le dimissioni sono presentate dalla lavoratrice nel periodo compreso tra la richiesta di pubblicazione del matrimonio ed un anno dopo la celebrazione delle nozze, devono essere confermate entro un mese all’Ufficio provinciale del lavoro altrimenti saranno considerate totalmente nulle.

MATERNITA'

Passaggio fondamentale per la validità delle dimissioni del genitore è la procedura di convalida delle stesse presso le Direzioni Territoriali del Lavoro, così come previsto dal nuovo testo dell’art. 55, comma 4, T.U. Maternità, in base al quale:

“la risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino o nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, o, in caso di adozione internazionale, nei primi tre anni decorrenti dalle comunicazioni di cui all’art. 54, comma 9, devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali competente per territorio. A detta convalida è sospensivamente condizionata l’efficacia della risoluzione del rapporto”.

Le novità introdotte dalla riforma del mercato del lavoro (Legge n. 92/2012) sono tre:

1. applicazione della procedura anche alla fattispecie della risoluzione consensuale;

2. obbligatorietà della stessa anche nelle ipotesi di dimissioni rassegnate dal padre lavoratore o dai genitori adottivi/affidatari;

3. estensione del periodo di obbligatorietà della convalida da uno a tre anni di età del bambino.

L’iter procedurale per la convalida prevede:

1. l'invito del datore di lavoro a presentarsi alla DTL per convalidare le dimissioni;

2. la dichiarazione di convalida della lavoratrice;

3. infine, l’accertamento sulla genuinità della volontà di dimettersi (a riguardo il Ministero del Lavoro rileva la necessità di accertare l’autenticità delle dimissioni attraverso un colloquio finalizzato a verificare l’assenza di forme di coercizione da parte del datore di lavoro).

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