LAVORO IRREGOLARE E SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ LAVORATIVA

Nel procedere all’esame dell’istituto della sospensione dell’attività lavorativa quale conseguenza per l’accertamento dell’utilizzo di lavoratori irregolari, occorre puntare l’attenzione sulle novità, di rilevante importanza, introdotte in materia dal Testo Unico della sicurezza.

In virtù delle predette disposizioni, al fine di garantire la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso, gli organi di vigilanza del Ministero del Lavoro adottano provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale qualora riscontrino:

  • l’impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro oggetto di accertamento;
  • gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

L’adozione del disposto provvedimento di sospensione dovrà essere comunicata anche all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ed al Ministero delle Infrastrutture al fine dell’adozione, da parte dello stesso Ministero, dell’ulteriore provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche.

Il provvedimento di sospensione potrà essere revocato da parte dell’organo di vigilanza che lo ha adottato qualora però ricorrano le seguenti condizioni:

  1. il datore di lavoro abbia proceduto alla regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria;
  2. il datore di lavoro abbia ripristinato regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  3. abbia effettuato il pagamento di una somma aggiuntiva pari a 1.500 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare ed a 2.500 euro nelle ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

E’, comunque, fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali, civili ed amministrative vigenti.

Per quanto attiene alla regolarizzazione di lavoratori extracomunitari clandestini e di lavoratori minori illegalmente ammessi al lavoro, ferma restando l’impossibilità di una piena regolarizzazione, sarà comunque necessario provvedere al versamento dei contributi di legge ai sensi dell’art. 2126 c.c.

Qualora il datore di lavoro non dovesse ottemperare al provvedimento di sospensione è punito con l’arresto fino a 6 mesi nelle ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza e con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da € 2.500 a € 6.400 nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare.

Il T.U. precisa al riguardo che il provvedimento di sospensione nelle ipotesi di lavoro irregolare non troverà applicazione nel caso di impresa con un unico lavoratore irregolare occupato.

Ad ogni buon conto, in tale ipotesi, l’eventuale accertamento circa l’impiego di un lavoratore in nero, pur non consentendo l’emanazione del provvedimento di sospensione, comporterà comunque l’allontanamento del lavoratore stesso sino al momento in cui il datore di lavoro non abbia provveduto a regolarizzarne la posizione, anche e soprattutto sotto il profilo della sicurezza.

Sulla scorta di quanto detto possiamo fare riferimento al seguente quadro di riepilogo in materia di sospensione dell’attività lavorativa.

- natura provvedimento: si tratta di un provvedimento sanzionatorio amministrativo avente finalità cautelari;

- oggetto del provvedimento: sospensione dell’attività imprenditoriale;

- situazioni che determinano l’adozione del provvedimento:

  1. impiego di personale in nero in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro oggetto di accertamento;
  2. reiterate e gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

 - decorrenza del provvedimento: gli effetti del provvedimento di sospensione sono immediati.

 - ipotesi di inapplicabilità del provvedimento: limitatamente al caso in cui il lavoratore irregolare sia l’unico dipendente dell’azienda.

 - sanzioni accessorie: scatta, inoltre, il provvedimento d’interdizione alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche entro il limite massimo di due anni.

 - revoca della sospensione:

affinché il provvedimento interdittivo venga revocato è necessario:

  1.  regolarizzare i lavoratori in nero riscontrati in sede ispettiva;
  2.  ripristinare le condizioni di lavoro richieste dalla legge;
  3.  procedere al versamento di una somma, aggiuntiva alle normali sanzioni penali, civili ed    amministrative, dell’importo di € 1.500 in caso di lavoro irregolare, o di € 2.500 in caso di violazioni in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

 - mancato rispetto del provvedimento di sospensione:

qualora il datore di lavoro non rispetti l’emesso provvedimento di sospensione scatterà:

    1. l’arresto da tre a sei mesi o l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di lavoro irregolare;
    2. l’arresto fino a sei mesi nelle ipotesi di violazioni delle norme in materia di sicurezza e salute del lavoro.
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