NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La legge n. 73 del 2002, contenente disposizioni urgenti in materia di lavoro irregolare, espressamente disponeva per l’impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, l’applicazione di una sanzione amministrativa dal 200 al 400 per cento dell’importo, per ciascun lavoratore irregolare, del costo del lavoro calcolato sulla base dei vigenti contratti collettivi nazionali.

Con il successivo decreto Bersani del 2006, (legge n. 248/06) si è proceduto a modificare, in modo più incisivo, le prescrizioni della legge del 2000, in considerazione del crescente allarme per la dilagante diffusione del lavoro irregolare.

Per l’utilizzo di lavoratori irregolari è stata introdotta una sanzione pecuniaria da € 1.500 ad € 12.000 per ogni lavoratore occupato in nero, maggiorata di € 150 per ogni giornata lavorativa irregolare, la relativa competenza all’adozione è transitata in capo alla Direzione Provinciale del Lavoro.

Si è passati, quindi, da un momento in cui l’applicazione della sanzione in esame era di competenza dell’Agenzia delle Entrate ad un altro in cui essa è divenuta di competenza della DPL (direzione provinciale del lavoro).

La definizione di “lavoro nero” o “lavoro irregolare” acquista centrale importanza in virtù delle novità normative introdotte nel 2006 ed, al riguardo, occorre precisare che la locuzione “impiego di personale” tende ad ampliare l’ambito di applicazione della norma, non limitandolo esclusivamente al lavoro subordinato ex art. 2094 del codice civile.

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