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Condotta antisindacale e prescrizione obbligatoria

Con Nota del  2 febbraio 2011, n. 5, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha ribadito che,  qualora  il personale ispettivo rilevi l’inottemperanza da parte del datore di lavoro del decreto dell’Autorità giudiziaria riguardante le rimozione della condotta antisindacale, lo stesso ha l’obbligo di impartire una prescrizione obbligatoria  avente il medesimo contenuto di quanto stabilito dal giudice e con gli effetti, nel caso di adempimento della medesima, di estinzione del reato.

Come noto, ai sensi dell’articolo 28 dello ‘Statuto dei Lavoratori’, per la repressione della condotta antisindacale è prevista una particolare procedura finalizzata a vietare la condotta stessa.

Di fatto qualora sia stato accertato dal personale ispettivo che il datore di lavoro ha posto in essere comportamenti tali da impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale, nonché il diritto di sciopero, il giudice, entro due giorni dal suddetto accertamento, deve emettere decreto motivato e immediatamente esecutivo circa la cessazione del suddetto comportamento.

A fronte del suddetto decreto il datore di lavoro può assumere diversi comportamenti:

-   Eseguire l’ordine impartito dal giudice;

-   Impugnare il suddetto decreto entro 15 giorni dalla comunicazione davanti al giudice del lavoro, il quale emetterà sentenza immediatamente esecutiva;

-  Non eseguire l’ordine. Di fatto, il datore di lavoro che non ottemperi alle risultanze dei decreti ovvero alle sentenze pronunciate a norma del suddetto articolo 28, è punito - per effetto dell’articolo 650 c.p.- attraverso la sanzione dell’arresto o dell’ammenda.

Attraverso la nota del 2 febbraio 2011, n. 5, il Ministero del lavoro ha chiarito la questione in merito alla possibilità di ricorrere allo strumento della prescrizione obbligatoria anche a fronte di inosservanze, da parte del datore di lavoro, dei provvedimenti adottati dall’Autorità giudiziaria.

Come noto, in tema di prescrizione obbligatoria l’articolo 15 del D.Lgs. 23 aprile 2004, n. 124 prevede che  qualora il personale ispettivo rilevi violazioni di carattere penale, punite con la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda ovvero con la sola ammenda, impartisce al contravventore una apposita prescrizione obbligatoria ai sensi degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, e per gli effetti degli articoli 23 e 24 e 25, comma 1, dello stesso decreto’.

Di fatto, la prescrizione obbligatoria è applicabile qualora siano accertati violazioni di carattere penale.

Pertanto, come precisato dal il Ministero, essendo l’inottemperanza al Decreto violazione di carattere penale, anche nei casi di inosservanze dei provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, il personale ispettivo provvederà a impartire una prescrizione avente il medesimo contenuto di quanto stabilito dal giudice, eventualmente richiamando il decreto stesso. L’ammissione dell’istituto della prescrizione obbligatoria nonché l’ottemperanza alle indicazioni del personale ispettivo, comporta il pagamento della sanzione in misura ridotta.

In ogni caso, ‘al fine di coordinare l’attività del personale ispettivo con le fasi di un procedimento penale eventualmente già in corso – e rispetto al quale non sarà possibile invece l’applicazione della procedura de quo – lo stesso personale ispettivo, prima di procedere all’applicazione della prescrizione, dovrà contattare l’Autorità inquirente territorialmente competente’.

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