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Demansionamento e risarcimento del danno

Con sentenza 30 novembre 2010, n. 24233, la Corte di Cassazione ha confermato un recente orientamento giurisprudenziale secondo il quale ‘il risarcimento del danno professionale, biologico ed esistenziale derivante dal demansionamento  e dalla dequalificazione del lavoratore postula l’allegazione  dell’esistenza del pregiudizio e delle sue caratteristiche, nonché la prova dell’esistenza del danno e del nesso di causalità con l’inadempimento, prova che, quanto al danno esistenziale, può essere fornita anche ricorrendo a presunzioni’.

Da ciò ne consegue che l’onere probatorio a carico del lavoratore può essere adempiuto, oltre che mediante prove di natura documentale e testimoniale, anche in via presuntiva, allorché venga assolta da quest’ultimo una serie concatenata di fatti noti, ossia di tutti gli elementi che puntualmente e nella fattispecie concreta descrivano l’esistenza del danno  subito.

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